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Gestione d’impresa: l’importanza del cashflow nelle crisi d’impresa.

Gestione d’impresa: l’importanza del cashflow nelle crisi d’impresa.

L’importanza dei cash flow, la corretta visione di un imprenditore

Oggi si dibatte molto su quali siano gli indici migliori per verificare la corretta gestione di un’impresa.

Il legislatore ha quindi adottato il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza dopo uno slittamento di quasi due anni. Dal punto di vista teorico e pratico è importante trovare la miglior soluzione possibile affinché un imprenditore possa consapevolmente sapere se la sua strategia è corretta ed è in grado di sostenere gli impegni che ha preso con fornitori, banche, clienti, collaboratori e chiunque sia un portatore di interessi verso la sua impresa.

Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. n. 83/2022)

Il 15 luglio 2022 questo Codice è entrato definitivamente in vigore.

Con le ultime modifiche introdotte dal D.Lgs. n. 83/2022, il Governo italiano ha dato, inoltre, attuazione alla Direttiva UE 2019/1023 e attratto all’interno del CCII le disposizioni del D.L. 118/2021 in materia di composizione negoziata della crisi.

D.Lgs. n. 83/2022, i dettagli normativi

Di seguito vengono analizzate in dettaglio le principali novità.

Nelle ultime disposizioni, gli assetti che consentono di rilevare tempestivamente lo stato di crisi e quindi di potere intervenire più tempestivamente sono diventati ancora più centrali, lo si può fare ricorrendo al nuovo istituto della composizione negoziata della crisi introdotta con il D.L. n. 118/2021.

L’imprenditore che si trova in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario, rivolgendosi alla CCIAA di riferimento del proprio territorio, può richiedere la nomina di un esperto indipendente quando risulta ragionevolmente perseguibile il risanamento dell’impresa.

Tutte le imprese dovranno dotarsi di adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili, anche al fine di rilevare tempestivamente la crisi e l’eventuale perdita della continuità aziendale.

Il nuovo art. 3 (“adeguatezza degli assetti in funzione della rilevazione tempestiva della crisi d’impresa”) del Codice fa riferimento alle misure idonee e agli assetti che l’imprenditore, individuale e collettivo, deve adottare al fine di consentire di:

  1. rilevare eventuali squilibri di carattere patrimoniale o economico-finanziario;
  2. verificare la non sostenibilità dei debiti e l’assenza di prospettive di continuità aziendale per i dodici mesi successivi e i segnali di allarme di cui al comma 4;
  3. ricavare le informazioni necessarie a seguire la lista di controllo particolareggiata. Rappresentano segnali per la previsione sulla sopravvivenza dell’impresa (art. 3 comma 4):
    • L’esistenza di debiti per retribuzioni, scaduti da almeno trenta giorni pari ad oltre la metà dell’ammontare complessivo mensile delle retribuzioni;
    • L’esistenza di debiti verso fornitori scaduti da almeno novanta giorni, di ammontare superiore a quello dei debiti non scaduti;
    • L’esistenza di esposizioni verso banche ed altri intermediari finanziari, scadute da più di sessanta giorni o che abbiano superato, da almeno sessanta giorni, il limite degli affidamenti ottenuti in qualunque forma purché rappresentino complessivamente almeno il cinque per cento del totale delle esposizioni;
    • L’esistenza di una o più esposizioni debitorie, previste dall’articolo 25-novies, comma 1.

Vi invito ad approfondire la nuova normativa che è molto articolata.

Gestione d’impresa tra cassa e competenza

Da imprenditore e quindi da una mia esperienza diretta sul campo, l’unica voce che nel bilancio va tenuta sotto osservazione costantemente e che ha lo stesso impatto e significato in termini di “valore assegnatole” in qualsiasi comparto merceologico vi troviate è la CASSA. I fallimenti si fanno per cassa, i bilanci per competenza.

Gestione d’impresa: l’importanza del cashflow nellle crisi d’impresa

Con la cassa si comprano beni e servizi, con crediti e magazzino NO!  (a meno che non ve li facciate finanziare e quindi con altra cassa).

È fondamentale comprendere dove e come si formano i flussi di cassa ma soprattutto se si formano nell’area operativa che è il motore di tutta l’azienda. Se si formassero soprattutto in quella patrimoniale o finanziaria ci troveremmo in breve a dover affrontare una crisi perché significa che il denaro viene creato in aree che non sono operative e quindi di breve respiro. (ad esempio vendendo immobili o vendendo titoli)

Mi è capitato spesso sentire imprenditori dire: ”ho aumentato il fatturato e i crediti quindi sono bravo…”, “il mio attivo a breve termine è maggiore del passivo a breve termine quindi sono tranquillo…”. DIPENDE!

È importante capire la qualità del tuo attivo. Non sempre l’attivo “a breve” è breve…

Avete mai provato a far pagare ad un cliente che non vi paga, soprattutto post era-Covid, il suo debito nei vostri confronti? Quanto ci avete messo? Avete avuto successo al 100%?

Avete mai smobilizzato un magazzino composto di semilavorati magari prodotti specificatamente per essere inseriti in impianti progettati unicamente dalla vostra azienda? Io sì… Vi assicuro che ci ho messo più di 4 anni.

In imprese di questo tipo, per velocizzare le consegne si è portati a produrre qualche componente in più col rischio di immobilizzare il magazzino. Pensate ad un esempio: se c’è scarsità di componenti, il Just in time non si può applicare.

Questo significa che contabilmente il magazzino potrebbe essere considerato “a breve” soprattutto da chi non ha competenze imprenditoriali ma si limita a leggere le descrizioni di un bilancio senza aver mai messo piede in una realtà industriale, purtroppo il “breve o “lungo” dipende dalla qualità del magazzino e va interpretato di volta in volta.

Gestione d’impresa, l’importanza della cassa

L’unica voce che vi permetterà di non entrare in crisi e non è interpretabile in modo diverso dal lettore di un bilancio è quindi la CASSA, che non è formata da beni ma da soldi, soldi che possono subito essere impiegati per onorare gli impegni senza dover attendere un miracolo.

È importantissimo conoscere perché e come si forma la cassa, questo è il più importante indice che un imprenditore DEVE tenere sotto controllo. Potranno dirvi che ci sono altri indici… è vero, ma importanti come la cassa non ne ho mai visti, così come non ho mai visto fallire un imprenditore che avesse in banca tanti soldi (a meno che non avesse pilotato il fallimento). Ho invece visto entrare in crisi imprenditori con magazzini consistenti o crediti consistenti (soprattutto se con la Pubblica Amministrazione) nonostante si gonfiassero il petto con le performance in termini di aumento di fatturato, di crediti e di magazzini.

Fate attenzione alla composizione qualitativa dei vostri bilanci.

Buona impresa a tutti.

 

Patrick Colombo

CEO & CFO Phoenplex Ltd.

 

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